Mozambico

La bandiera del Mozambico racconta con i suoi simboli e colori la storia di questo paese, una storia fatta di lotte, speranze e sacrifici, che oggi sono stati ricompensati con la progressiva rinascita politica, sociale ed economica di questo stato, affacciato sull’Oceano Indiano di fronte alle coste del Madagascar.
Popolato fin dall’epoca preistorica, il Mozambico agli albori del I sec. d.C. fu occupato da popolazioni bantu e poi, verso la fine dell’anno mille, divenne sede, in particolare le sue coste e le sue isole, di diversi sultanati arabi. La strategica posizione del Mozambico fu il motivo per cui i portoghesi verso il XV sec. iniziarono il processo di colonizzazione del paese, sfruttando soprattutto i suoi porti come basi di scalo per le navi in rotta verso le Indie Orientali.
L’indipendenza arrivò nel 1975, dopo anni di lotte che il movimento armato per la liberazione del paese, il FRELIMO, condusse contro i portoghesi. Iniziò dunque una stagione socialista, apertamente filo sovietica, che portò il paese a inimicarsi i governi del Sudafrica e la Rhodesia, (oggi Zimbabwe), i quali finanziarono gruppi anti sovietici in Mozambico, finché non si scatenò una sanguinosa e lunga guerra civile anti-comunista, che stravolse il paese per gran parte degli anni ’80. I campi minati ancora presenti in Mozambico, nonostante gli sforzi del governo per bonificare soprattutto i margini delle strade principali, testimoniano oggi la lunga stagione di guerra civile, che sconvolse letteralmente il paese, e causò anche morte e distruzione della sua flora e fauna.
Il 1990 segnò la fine degli scontri con gli accordi di Roma. Da allora il Mozambico ha iniziato un lento e orgoglioso percorso di rinascita e di ricostruzione, nonostante le non sempre felici condizioni climatiche che lo mettono in difficoltà (non sono rari periodi di siccità o periodi di intense precipitazioni).
Nonostante isolati episodi di criminalità locale (si consiglia di evitare luoghi isolati), il Mozambico sta potenziando lo stato di sicurezza e sta puntando molto sulle attrattive turistiche che il territorio offre. Si deve anche al comune impegno della popolazione, professante diverse religioni e soprattutto culti animisti, divisa in più di 16 diversi gruppi etnici, ognuno con un proprio idioma, se il Mozambico ha ritrovato la propria identità culturale e artistica, in verità sopravvissuta al periodo coloniale e alla guerra civile. Di particolare interesse è, tra le espressioni artistiche mozambichesi, la tradizione scultorea dell’etnia makonde, raffinati scultori, o sarebbe meglio dire intagliatori, del legno (in particolare sandalo ed ebano), noti a livello internazionale. E noti a livello internazionale sono anche alcuni talentuosi pittori (la capitale Maputo è famosa per i suoi murales, tra cui il più grande del mondo che narra per immagini momenti e vicende della rivoluzione d’indipendenza).
Il ricco patrimonio di storie e leggende trasmesse oralmente, la musica, i canti, i riti e le danze tradizionali, che accompagnano i momenti e le occasioni più importanti della vita dei villaggi e della collettività urbana.
E poi ancora i suoi altipiani a nord e le sue bellissime spiagge, i parchi nazionali e le rive del fiume Zambesi, gli arcipelaghi mozzafiato e città ricche di storia…

Nel profondo sud del Mozambico, lungo la costa che si affaccia sull’Oceano Indiano, si trova Maputo, un tempo fiorente città e capitale rinomata, che oggi mostra le profonde ferite lasciate da anni di guerra e di instabilità. Quelle ferite stanno guarendo grazie all’impegno del governo, che vuole che la capitale torni allo splendore del passato, e torni soprattutto ad accogliere e ospitare turisti. Città portuale risalente al XVIII sec., nota anche come Città delle Acacie per la presenza di questi alberi lungo le sue strade, vivace e colorata con i famosi murales che la caratterizzano e raccontano la cultura e la storia del paese, Maputo offre non poche attrazioni.
Oltre ai suoi grattacieli e alle costruzioni in stile coloniale, tra tutte la bellissima Vila Algarve, ex prigione politica e sede della polizia portoghese, per la quale è stato avviato un progetto di restauro e di futura destinazione a museo dedicato all’epoca della guerra civile, a Maputo è possibile visitare i Giardini Botanici (Tunduru Gardens progettati nel 1880); il Museo d’Arte Nazionale, dove si conservano le collezioni dei più importanti artisti mozambichesi; la recentemente ristrutturata stazione ferroviaria, costruita nei primi del ‘900 da Eiffel, che evoca vagamente un’atmosfera liberty, ricca di raffinate decorazioni e sormontata da un’enorme ed elaborata cupola in rame.
Per concludere la visita della capitale sono d’obbligo un giro nel mercato municipale, sulle cui bancarelle si trova di tutto, dal cibo ai prodotti d’artigianato, una passeggiata fino all’antica fortezza portoghese, una delle più antiche costruzioni della città (1787).
A circa 460 km nord da Maputo, proseguendo lungo la costa, si giunge alle lunghe e candide spiagge di Tofu e di Barra. Più turistica e frequentata la spiaggia di Tofu, più tranquilla e immersa nella natura, poiché più complicata da raggiungere, la spiaggia di Barra. Quest’ultima può essere infatti raggiunta partendo dal villaggio e dopo una lunga camminata, che vale la pena fare per tuffarsi nelle cristalline acque che bagnano la sabbia bianca. Proseguendo il viaggio verso nord e rimanendo lungo la fascia costiera, gli amanti della natura e del mare saranno rapiti dalla superba bellezza dell’Arcipelago di Bazaruto (750 km nord dalla capitale), dichiarato Parco Nazionale Marino. Le cinque isole e isolette che compongono l’arcipelago sono accomunate da un habitat paradisiaco, popolato da diverse e rare specie di rettili, anfibi e uccelli, e caratterizzato da spiagge bianche incorniciate da alte palme, una ricca e selvaggia vegetazione nelle zone più interne, fondali azzurri e limpidi in cui nuotano rari pesci tropicali tra l’intricato ricamo della barriera corallina. A circa 15 km dalla costa, facilmente raggiungibili dalla città di Vilanculos in motoscafo o, in modo molto più avventuroso e soprattutto ecocompatibile, in sambuco, le isole dell’arcipelago di Bazaruto sono quasi completamente disabitate, ad eccezione dell’isola di Banguè.
Dalla città costiera di Beira, (880 km nord dalla capitale), dove fermarsi per un tuffo nelle acque della Praia de Macuti e un giro nel suo caotico mercato, si può raggiungere in un paio di ore il Parco Nazionale di Gorongosa, sito a 150 km nord ovest da Beira.
Il parco occupa un’area dichiarata protetta già nel 1920, sopravvissuta ai difficili anni della guerra che hanno minacciato il suo diversificato ecosistema. Un progetto di recupero del parco, che prevede severi controlli antibracconaggio e la ricostruzione delle infrastrutture del parco, tra cui un centro di ricerche biologiche, lo studio delle specie che popolano questo ricco habitat, dalle sue praterie alle sue foreste montane e pluviali. Elefanti, che stanno ripopolando il parco dopo un netto calo del loro numero a causa del bracconaggio, coccodrilli del Nilo, antilopi, bufali, pantere, ippopotami… e centinaia di altre specie animali tra cui tanti tipi di volatili, popolano il parco. Escursioni guidate e safari organizzati, oltre che la possibilità di alloggiare comodamente presso il Chitengo Safari Camp per trascorrere qualche giorno immersi nella natura più selvaggia.
Al confine con lo Zambia, a circa 500 km est dalla costa, si trova la diga di Cahora Bassa, costruita negli anni ’70 e che raccoglie le acque del fiume Zambesi. Si è così formato un grande lago, che dalla diga prende il suo nome, il Cahora Bassa. Poco sfruttata dal punto di vista idrico, nonostante si tratti di un bacino di un certo rilievo, il lago è diventato meta di turisti che oltre allo splendido panorama possono visitare l’intera struttura della diga.
L’isola di Mozambico, collegata alla terraferma da un ponte lungo circa tre chilometri, si trova a circa 2.300 km nord dalla capitale. Scelta dai portoghesi come prima capitale della colonia del Mozambico, nel 1991 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Sull’isola, in particolare nella zona settentrionale nella cosiddetta “Città di Pietra”, si trovano alcuni edifici storici risalenti per lo più all’epoca coloniale: il luogo più interessante da vedere sull’isola è il seicentesco Palazzo e Cappella di São Paulo, ex residenza del governatore lusitano. Il grande palazzo, in un discreto stato conservativo, è oggi sede di un museo e si affaccia su una deliziosa piazza. A nord si trova la fortezza di São Sebastião, restaurata da poco e una delle più antiche e meglio conservate dell’Africa sub sahariana, e la Cappella di Nossa Senhora de Baluarte. Nella zona meridionale dell’isola, ovvero nella “Città Makuti”, si trovano invece le semplici abitazioni degli isolani, costruite con le canne e il legno.
Naturalmente le città costiere con spiagge molto belle si estendono da sud a nord, da Maputo fino a Wimbi Beach (vicino la cittadina di Pemba sita a 2.500 km nord da Maputo). Ma non si può lasciare il Mozambico senza aver trascorso qualche giorno in una delle 27 isole dell’Arcipelago Quirimbas (Parco Nazionale Marino), che include dei paradisiaci atolli corallini. Sulle isole, popolate per lo più da pescatori che oggi stanno trovando nel turismo nuova linfa per la propria economia, sono state costruite strutture ricettive e resort che ripettano pienamente lo straordinario e diversificato ecosistema di questo arcipelago: addirittura 4 atolli sono stati destinati a ospitare turisti che desiderano vivere in un paradiso, in cui la natura nella sua forma più perfetta è l’unica vera protagonista. L’arcipelago è raggiungibile con elicotteri o aerei che partono da Pemba, e solitamente sono messi a disposizione dagli alberghi stessi per raggiungere comodamente l’isola di destinazione.

L’aeroporto Internazionale di Maputo, a circa 3 km dalla capitale alla quale è collegata da taxi e autobus, è hub della compagnia di bandiera Linhas Aéreas de Moçambique, ma su di esso atterrano anche voli della TAP Air Portugal, della South African Airways  e della Kenya Airways.
Se si opta per l’ingresso via terra, dal Sudafrica partono treni (da Joannesburg), autobus e minibus diretti a Maputo, come anche dallo Swaziland da cui partono minibus diretti alla capitale del Mozambico. Dal Malawi e dallo Zimbabwe si può tranquillamente attraversare la frontiera.
Meno agevole e meno sicuro è il viaggio passando il confine da nord e da nord est, in particolare dalla Tanzania o dallo Zambia, dove oltre a un discreto problema legato alla mancanza di buoni collegamenti viari, ci sono seri rischi legati a campi minati e presenza di banditi nelle zone di confine.
Per spostarsi dentro il paese si può usufruire del servizio di voli interni della LAM , che collegano la capitale con molte tra le principali città e anche con l’Arcipelago di Bazaruto. Se si preferisce un viaggio on the road, gli autobus collegano le principali città del paese, collegate da strade in buone condizioni. Se si desidera raggiungere zone meno turistiche e più isolate, dove le strade sono in pessime condizioni, la soluzione ideale è quella di spostarsi con i “chapa-cems”, camion convertiti in mezzi per il trasporto di passeggeri.
Viaggiare con un’auto a nolo, che si può noleggiare presa a Maputo o a Beira, può causare qualche ritardo sulla tabella di marcia, a causa dei posti di blocco che fermano le auto e i poliziotti che cavillosamente cercano problemi per comminare salate multe. Totale calma e pazienza, estremo rispetto delle norme stradali e la sicurezza di avere i documenti e i permessi in ordine, eviteranno la spesa di una brutta multa in Mozambico.